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Dalla terrazza dell’hotel cascade si ha una bella visione della medina, è una specie di torre tra la porta Bab Boujeloud e la Madrasa Bou Inania di tre piani con camerate e una terrazza dormitorio frequentata prevalentemente da ragazzi e marocchini.Appena entrati in strada la domanda è sempre quella “ou est le mule? Ittalliano la mula dov’è? U asserdoun?” sembra che tutti ci aspettavano. La medina è visitata tutti i giorni da migliaglia di turisti, ma alla fine sono tutti omologati e un po’ tutti uguali, si dividono in due categorie principali: quelli dei gruppi organizzati che viaggiano in comitiva con le guide e i gruppetti “disorganizzati” per lo più in cerca di hashish. Rispetto a Marrakech è comunque molto meno turistica, la maggior parte delle persone che frequenta questi vicoli sono marocchini e ci sono tanti edifici storici quasi tutti a carattere religioso. Fes El Bali si sviluppa su un pendio e i vicoli scendono tutti verso il fiume Fes, di tanto in tanto si sentono voci di bimbi che recitano a memoria piccole frasi, sono le scuole coraniche disseminate lungo i vicoli, è una città che ruota tanto intorno all’organizzazione religiosa, ma anche estremamente falsa, uno degli aspetti più sgradevoli sono proprio alcune scuole coraniche dove le insegnanti invitano i turisti ad entrare per farsi lasciare un compenso. Entro in una di queste scuole e ci resto un po’ di tempo per capire, lo spettacolo è veramente squallido, “la maestra” chiama i turisti per le foto e fa recitare alla bimba più bella la canzoncina di fra martino campanaro in francese, entrano, ascoltano la bella bimba che canta frere jacque, fotografano, pagano e via altri ignari complici di questo subdolo teatrino dove i bimbi sono vittime e comparse di questa vergogna. Scendiamo lungo i vicoli in una grande miscela di colori e profumi, ci sono grandi contrasti fra botteghe che potrebbero essere medioevali, cyber, negozi che vendono magliette tarocche delle squadre di calcio, liutai e vetrine con telefoni e fotocamere dell’ultima generazione. Ogni tanto sbuca qualche mulo carico delle merci più svariate, per evitare che gli animali scivolino sulle lastre lisce e pendenti dei vicoli, sotto gli zoccoli gli viene applicata una specie di suola di gomma. A un certo punto il flusso si blocca, è in corso una rissa in una piccola piazza tra due persone, uno ha tutta la testa insanguinata e l’altro ha un corpo impressionante, è praticamente a torso nudo e ha il corpo segnato profondamente da impressionanti cicatrici di frustate e urla frasi enfatiche, sembra quasi una recita, ma la gente è veramente spaventata e fanno deviare tutti i flussi dei turisti per evitare che si trovino in zona. A un certo punto l’omo cicatrice sembra quasi dialogare con il “pubblico”, poi all’improvviso urla qualcosa che spaventa e la gente come impazzita scappa via in tutte le direzioni travolgendoci. L’arrivo di un po’ di corpulenti personaggi con radioline e occhiali neri pone fine allo spettacolo portando via i due contendenti. Arrivando ora sarebbe difficile immaginare che il sangue sparso sulle lastre della piazza sia umano. Siamo nei pressi della grande moschea Kairaouine, seconda in dimensioni solo alla grande moschea Hassan II di Casablanca e considerata la più antica università del mondo. Questa moschea è il fulcro della vita religiosa mussulmana, qui viene stabilito il calendario di molte ricorrenze religiose tra cui il Ramadam. Come tutte le moschee non è visitabile per i non mussulmani ed è molto difficile percepirne le dimensioni perché è tutta incastonata nelle murature della medina. Senza capire bene come, camminando tra gli stretti vicoli si finisce dentro una falegnameria allestita dentro un antico palazzo ormai diroccato, con grandi archi. Se si escludono gli edifici religiosi qui il concetto di patrimonio storico non esiste, e tutto viene continuamente convertito e riutilizzato in base alle esigenze del momento, creando scenografie degradate ma di grande effetto. Usciamo dal cuore del quartiere attraversando il souk dei falegnami per uscire da Bab (porta) Guissa che sbuca in un grande cimitero sotto le tombe dei Marinidi un tempo maestose ma oggi ruderi usati come latrine e discariche. Il cimitero qui è un posto dove si lavora, questo è usato come luogo dove distendere le pelli e la lana ad asciugare, lo spettacolo delle pelli distese ad essiccare fra le tombe bianche è piuttosto tetro. Attraversato il cimitero rientriamo nella medina da un entrata secondaria e ci troviamo in un reticolo di vicoli dove tutti anche i bimbi ci vogliono vendere haschish. Siamo ormai nei pressi di Bab Boujeloud passiamo tra la madrassa Bou Inania e il famoso orologio idraulico, vanto medioevale della superiorità della tecnologia araba sull’occidente di cui nessuno ha mai saputo spiegare il funzionamento. Se non fosse per le indicazioni sarebbe impossibile individuarlo, è un palazzo con delle fessure, adornato da legni di cedro intarsiati dove al piano terreno ci sono una serie di botteghine che vendono polli. Bou Inamia è uno dei pochi edifici religiosi che si può visitare anche se solo parzialmente, è molto raffinato con pietre e legni intarsiati finemente in disegni geometrici ripetitivi e ipnotici, entro nella “zona proibita” ma trovo solo una seria di stanze mal tenute e piene di escrementi. È sera quando scendiamo alla ville nouvelle, continuano ad avvicinarmi chiedendomi Tambone, chi lo vuole comprare, chi scambiare con un asino, quasi tutti sanno che è all’hopital american, il mulo tanto deriso all’arrivo è in realtà molto ambito ma le facce dei pretendenti sono tutte poco raccomandabili. Come sempre quando posso usare internet mi ricollego con il viottolo per seguirne le vicende e guardo con grande piacere le foto fatte da Roberto durante l’ultina traversata dell’Elba di trekking, le prunelle di Campo alle Serre non sono ancora fiorite segno che anche all’Isola è una primavera “fredda”.poi mi dicono che è l’ora di chiudere, sono solo le dieci e mezzo, ma qui le attività chiudono molto presto rispetto a quello che succede da noi. Rientriamo a Fes El Bali che le porte interne della medina sono già chiuse.