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	<title>Elba e Umberto &#187; Luglio 2008</title>
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		<title>Gioved?¨ 31 luglio 2008 Isole Kerkennah Äì Tunisia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 10:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; I mangiatori del cercina Comincio a essere insofferente ho voglia di visitare perbene quest&#8217;arcipelago e poi continuare il viaggio ma i lavori arretrati sono ancora tanti. Ogni giorno &#232; pi&#249; caldo, nelle ore centrali la temperatura supera abbondantemente i quaranta gradi. Anche i kerkenniani si lamentano e cercano di starsene fermi e rintanati, mentre [&#8230;]]]></description>
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<td valign="top"><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/31 luglio 1.jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" />&nbsp;</td>
<td valign="top"><strong>I mangiatori del cercina</strong> <br />Comincio a essere insofferente ho voglia di visitare perbene quest&rsquo;arcipelago e poi continuare il viaggio ma i lavori arretrati sono ancora tanti. Ogni giorno &egrave; pi&ugrave; caldo, nelle ore centrali la temperatura supera abbondantemente i quaranta gradi. Anche i kerkenniani si lamentano e cercano di starsene fermi e rintanati, mentre i turisti, quasi tutti tunisini, passano le giornate a bere birra e a mangiare al cercina, il ristorante in riva al mare, diventando ogni giorno&nbsp; pi&ugrave; grassi. Il tramonto &egrave; sempre il momento pi&ugrave; bello, stasera me lo godo da dentro il mare che, ingoiato l&rsquo;astro, passa dall&rsquo;arancio al viola in un attimo per poi divenire piano piano un&rsquo;immobile lastra nera. </td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Mercoled?¨ 30 luglio 2008 Isole Kerkennah Äì Tunisia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 10:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
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<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/30 luglio 2.jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/30 luglio 3.jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/30 luglio (1).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p>&nbsp;</p>
</td>
<td valign="top"><strong>Il mare vivo</strong> <br />Stamani la baia &egrave; in secco pi&ugrave; del solito, si vedono anche le ancore delle barche ormeggiate pi&ugrave; a largo, il pensiero va allo tzunami e a cosa succederebbe se arrivassero su queste isole assolutamente piatte una serie di grandi onde anomale, magari causate da un terremoto nella vicina Sicilia.<br />Poi la marea inizia a salire e sale tanto di pi&ugrave; rispetto al solito: &egrave; arrivato il mare vivo, &egrave; la prima volta da quando siamo qui. Normalmente la marea ha un&rsquo;escursione di un ottantina di centimetri ma quando c&rsquo;&egrave; il mare vivo pu&ograve; superare anche i due metri.<br />&Egrave; un fenomeno legato ad una serie di fattori, la luna, le correnti, ma soprattutto il vento, quando soffia da nord-nord ovest il mare comincia a salire e sembra che voglia inghiottire tutto, arriva fino&nbsp;&nbsp; al limite della case costruite per i turisti, mentre i villaggi sono stati saggiamente costruiti pi&ugrave; all&rsquo;interno. Il mare vivo &egrave; un po&rsquo; il limo dei pescatori perch&eacute; porta verso terra il pesce e rende ricco di vita animale un mare altrimenti quasi sterile.<br />In serata ritorniamo a Ouled Kacem per cercare uno studio, cos&igrave; qui viene chiamato un piccolo alloggio, ma si trovano solo case grandi. Anche qui &egrave; arrivato il morbo del cemento e tutti stanno costruendo all&rsquo;impazzata, decine e decine di cubi di cemento che crescono da tutte le parti nella speranza di ospitare turisti, un&rsquo;urbanizzazione senza regole che sta rovinando l&rsquo;architettura semplice ed elegante da presepe di mare del villaggio. Fathy &egrave; amareggiato per non essere riuscito a trovare quello che cercavo, gironzoliamo per il paese che la sera prende vita con la gente sta a veglia ai bordi della via su sedie e materassi in un clima di grande rilassamento e poi solita camminata notturna per attraversare l&rsquo;Isola. Arriviamo con il mare vivo che fa capolino dal muretto proteggi casa.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Marted?¨ 29 luglio 2008 Isole Kerkennah Äì Tunisia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 10:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; La maledizione di KerkennahUn&#8217;altra giornata pigra passata a leggere e scrivere, con un&#8217;ormai rituale pausa mangereccia per il Thschish, una minestra di polpo e semola di grano grezzo.In serata andiamo al villaggio per incontrare Fathi che ci ha trovato una casa. Ci incontriamo vicino al porticciolo, si parla un po&#8217; di tutto e si [&#8230;]]]></description>
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<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/29 luglio (1).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p>&nbsp;</p>
</td>
<td valign="top"><strong>La maledizione di Kerkennah</strong><br />Un&rsquo;altra giornata pigra passata a leggere e scrivere, con un&rsquo;ormai rituale pausa mangereccia per il Thschish, una minestra di polpo e semola di grano grezzo.<br />In serata andiamo al villaggio per incontrare Fathi che ci ha trovato una casa. Ci incontriamo vicino al porticciolo, si parla un po&rsquo; di tutto e si sta bene, per&ograve; la casa non c&rsquo;&egrave;, quindi ce ne torniamo alla casina dietro il fico di Sidi Frej. <br />Lungo la strada incrociamo pi&ugrave; volte una moto stradale potentissima che viene lanciata sul rettilineo ogni volta un po&rsquo; pi&ugrave; forte, alla guida c&rsquo;&egrave; un ragazzo senza casco. Gli incidenti stradali sono la maledizione di Kerkennah ogni notte ci scappa un morto, motorini senza fari, macchine sfasciate guidate da briachi e soprattutto motociclisti sempre senza casco che si sfidano sui rettilinei asfaltati sporchi di sabbia e polvere.&nbsp; <br />&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Luned?¨ 28 luglio 2008 Isole Kerkennah Äì Tunisia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 10:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
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<td valign="top">
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<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/28 luglio (1).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/28 luglio (3).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/28 luglio (2).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/28 luglio (4).jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p>&nbsp;</p>
</td>
<td valign="top">
<p><strong>Fathy il gigante</strong>&nbsp; <br />Ogni giorno &egrave; pi&ugrave; caldo e andare in mare non serve a rinfrescarsi anzi l&rsquo;acqua &egrave; talmente calda che mentre nuoti sudi. <br />Sulla riva mi attende una signora dagli occhi celesti che tutte le mattine mi saluta e mi chiede con fare tipicamente Isolano &ldquo;quando partite&rdquo; qui i turisti normalmente stanno due o tre giorni e noi cominciamo a &ldquo;puzzare&rdquo; e poi io col fatto che sto quasi sempre a scrivere desto sospetto.<br />Passa Fathi e ci mettiamo a chiacchierare, lui &egrave; un pescatore di polpi specialista di nasse e&nbsp; &ldquo;gourgoulette&rdquo; anforette (stile quelle che usava il soldatino in Galenzana), ma la pesca al polpo &egrave; ferma inizier&agrave; a fine settembre e in questo periodo di stanca ha spostato la sua Feluca da Ouled Kacem a Sidi Frej per vedere di rimediare qualche soldo accompagnando i turisti. Fa soprattutto giretti di qualche ora portando la gente a fare il bagno a largo dove c&rsquo;&egrave; un minimo di fondo, oppure una gita pi&ugrave; lunga fino alla spiaggia detta delle mille palme. Fathi &egrave; un gigante, ce ne sono tanti sull&rsquo;Isola, probabilmente perch&eacute; i corsari insulari tenevano con se i prigionieri pi&ugrave; robusti per farne&nbsp;&nbsp; preziosi alleati come vogatori durante le scorrerie.&nbsp; <br />La storia di queste terre &egrave; strettamente legata alla pirateria che &egrave; stata la principale attivit&agrave; e soprattutto la maggiore fonte di reddito fino agli inizi del 1800 e i Bey che reggevano il potere in Tunisia tolleravano e in pratica appoggiavano le scorrerie barbaresche, forti del fatto che portavano cospicue entrate alla nazione, (come succede oggi in Marocco con il kif). Infatti quando la Tunisia&nbsp; pressata dalle richieste degli stati europei dichiar&ograve; fuorilegge la pirateria nel 1816 e successivamente nel 1846 la schiavit&ugrave;, ci fu un tracollo economico e la nazione fin&igrave; in bancarotta.<br />Sono affascinato dalle tante facce di Kerkennah e per carpirne meglio le tante sfumature mi voglio trasferire per qualche giorno in un villaggio.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Domenica 27 luglio 2008 Isole Kerkennah Äì Tunisia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 20:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Pensieri senza limiti Nel pomeriggio andiamo a vedere&#160; El Ataya il paese con pi&#249; abitanti delle isole Kekennah dove ci sono i cantieri piu importanti dell&#8217;Isola, &#232; un giorno di festa per&#242; i cantieri non si fermano mai. Sono cantieri silenziosi, niente a che vedere con i capannoni e le gru, le barche vengono [&#8230;]]]></description>
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<td valign="top">
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/27 luglio (4).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/27 luglio (6).jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/27 luglio (7).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/27 luglio (3).jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/27 luglio (8).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/27 luglio (2).jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/27 luglio (14).jpg" width="105" height="140" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/27 luglio.jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/27 luglio (15).jpg" width="140" height="105" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/27 luglio (13).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/27 luglio (11).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p>&nbsp;</p>
</td>
<td valign="top"><strong>Pensieri senza limiti</strong> <br />Nel pomeriggio andiamo a vedere&nbsp; El Ataya il paese con pi&ugrave; abitanti delle isole Kekennah dove ci sono i cantieri piu importanti dell&rsquo;Isola, &egrave; un giorno di festa per&ograve; i cantieri non si fermano mai. Sono cantieri silenziosi, niente a che vedere con i capannoni e le gru, le barche vengono costruite all&rsquo;aperto dietro la spiaggia con le tecniche tradizionali, i tronchi che vengono portati dal continente&nbsp; sono di legno di olivo (alberi secchi o comunque improduttivi perch&eacute; un uomo saggio non ucciderebbe mai il sacro olivo per farne una barca) e di eucaliptus, vengono segati e modellati nelle forme tradizionali delle feluche o dei pi&ugrave; moderni motopesca e infine pitturati con i colori sgargianti del mare e del sole. L&rsquo;arcipelago di Kerkennah ha circa quattordicimila abitanti e duemila&nbsp; imbarcazioni, circa una scafo a famiglia, la stessa proporzione che c&rsquo;era nell&rsquo;Eba preturistica fra&nbsp; abitanti e asini. <br />Si potrebbe dire che il mare sta a Kerkennah come la campagna all&rsquo;Elba, o come il polpo alle vigne,&nbsp; oppure come la barca all&rsquo;asino, solo che quando si parla di Kerkennah si parla al presente, mentre dell&rsquo;Elba al passato (o forse al futuro). <br />Osservando l&rsquo;abilit&agrave; dei maestri d&rsquo;ascia, che mi ricorda quella degli scalpellini Sanpieresi , penso che ci si potrebbe avvalere di loro per ricostruire la nave da carico di epoca Romana che&nbsp; porter&agrave;&nbsp; una colonna di granito da Cavoli a Roma, una della cose che inschallah far&ograve; qundo torner&ograve; stanziale all&rsquo;Elba. <br />Arriviamo nel piccolo porto di El Attaya, il vento mette fame e ci fermiamo nel caf&egrave; sul porto per mangiare un brik, ci avvicina un omone che ci invita a prendere un th&egrave; con i suoi amici. <br />Si chiama Samir, mi trovo a condividere i pensieri che mi frullavano nel capo, l&rsquo;Isole e gli Isolani&nbsp; del mediterraneo e del mondo, le nostre caratteristiche di apertura mentale e orsaggine formale di cui siamo tanto fieri, il vezzo di dividere il mondo in Isole e continenti e le genti in Isolani e continentali; le nazioni, i linguaggi, le religioni e la politica vengono dopo. Isolati s&igrave;, ma miscelati e bastardi, navigatori, mistici, fuggiaschi, dissidenti e corsari, un cacciucco di individui diversi abituati a osservare un orizzonte senza confini dove stendere pensieri senza limiti sul mare infinito e mai uguale. E penso all&rsquo;Elba, dove le menti si sono inquinate di soldi e chiuse in confini continentali che non ci appartengono, dove si guardano i grafici e non si guarda pi&ugrave; il mare, dove si ha paura di tutto e non ci si vuole adattare a niente.<br />Il tempo scorre veloce chiacchierando e in un attimo arrivano le undici, abbiamo appuntamento con Fathi a Ouled Kacem per la cerimonia finale del matrimonio. Ci accompagnano Samir e Sami un ragazzo di El Attaya che c&rsquo;ha la macchina, una scassatissima R5 che farebbe schifo anche a zio Ciro.<br />Fathi ci stava apettando, &egrave; tutto orgoglioso e ci presenta amici, ci spiega come si svolger&agrave; la cerimonia e ci mostra il doppio trono dove si siederanno gli sposi. Arriva &ldquo;il folklore&rdquo; con cinque musicisti poi i parenti stretti e finalmente i festeggiati, la sposa &egrave; irriconoscibile, da bimba minuta e velata si &egrave; trasformata in una vamp, tutta scollata e luccicante come una topona del carnevale di Rio de Janero. Come da copione c&rsquo;&egrave; la telecamera e l&rsquo;immancabile fotografo spaccacoglioni alla Cetica che tortura gli sposi e tutto il parentato con un ventaglio&nbsp; di plastica e un mazzo di fiori finti obbligandoli a pose demenziali e accecandoli a colpi di flash. Ogni paese ha le sue usanze, come in tutte le Isole c&rsquo;&egrave; un gran campanilismo o &ldquo;minarettismo&rdquo; che sia e Samir schifa i matrimoni di Ouled Kacem dicendo che &egrave; solo un ostentare vestiti mentre a El Attaya &egrave; tutto pi&ugrave; semplice ma molto pi&ugrave; spontaneo.<br />La festa andr&agrave; avanti fino all&rsquo;alba fra canti balli e bevute ma noi rientriamo approfittando del passaggio che ci ha offerto Sami, lasciando la sposa ormai agonizzante a sciogliersi sotto i colpi di flash del fotografo. <br />&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Sabato 26 luglio 2008 Isole Kerkennah &#8211; Tunisia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 19:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Luglio 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sabato arrivano i PirlaAnche stamani dobbiamo andare a Ramla, ci da un passaggio uno dei tanti abitanti di Sfax che viene qui il fine settimana per rilassarsi. Sfax &#232; il secondo centro della Tunisia per numero di abitanti, questa citt&#224; costiera &#232; la capitale economica del paese, &#232; un po&#8217; la milano tunisina e [&#8230;]]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td valign="top"><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/26 luglio.jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></td>
<td valign="top"><strong>Il sabato arrivano i Pirla</strong><br />Anche stamani dobbiamo andare a Ramla, ci da un passaggio uno dei tanti abitanti di Sfax che viene qui il fine settimana per rilassarsi. Sfax &egrave; il secondo centro della Tunisia per numero di abitanti, questa citt&agrave; costiera &egrave; la capitale economica del paese, &egrave; un po&rsquo; la milano tunisina e i Kerkenniani prendono in giro questi frenetici continentali dicendo &ldquo;loro lavorano tanto per poi venirsi a rilassare, mentre noi siamo sempre rilassati e non abbiamo bisogno di andare da nessuna parte&rdquo;.</td>
</tr>
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<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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		<title>Venerdi 25 luglio 2008 Isole Kerkennah Äì Tunisia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 19:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
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<td valign="top">
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/22 luglio (1).jpg" width="140" height="187" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/25 luglio.jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/25 luglio (1).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/25 luglio (2).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/25 luglio (3).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/25 luglio (4).jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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<td valign="top"><strong>L&rsquo;uomo del Forte<br /></strong>Mi sveglio e l&rsquo;acqua stamani &egrave; un po&rsquo; pi&ugrave; alta, ma dura poco sto in mare un&lsquo;oretta e quando torno indietro pi&ugrave; che altro cammino. Fa un gran caldo e viene da starsene tutto il giorno sotto il fico in riva al mare, che poi non &egrave; assolutamente mare. Prima di ricominciare il viaggio vero e proprio devo rimettere in pari il diario e sistemare il materiale per i servizi, il problema &egrave; che col capo sono ancora all&rsquo;Elba.<br />Verso le cinque si va a fare un giro a piedi nell&rsquo;interno per andare a vedere i resti della villa romana di Borj El Hissar il sito archeologico pi&ugrave; famoso dell&rsquo;isola che si trova sulla costa a pochi chilometri da qui. L&rsquo;isola &egrave; totalmente piatta, attraversiamo l&rsquo;arida distesa camminando fra le palme, poi incontriamo qualche coltivo, fichi e viti tenute basse come cespugli senza essere infrascate, hanno dei piccoli e sofferti grappoli di uva gi&agrave; matura. &Egrave; un&rsquo;agricoltura stentata il terreno &egrave; povero e l&rsquo;acqua poca, &egrave; un misto di polvere e sabbia, qui ogni frutto anche se rinsecchito &egrave; prezioso e infatti quando entro fra le viti per fare delle foto mi urlano subito dalla vicina casa per farmi girare alla larga dal sofferto raccolto.<br />Ancora una ventina di minuti e arriviamo a Borj EL Hissar, la struttura che domina il pesaggio &egrave; un fortino spagnolo del XVI costruito sopra una precedente struttura difensiva Bizantina. Sulla costa che guarda verso il continente, fra il fortilizio e il mare si trova la villa Romana anche questa sovrapposta a un precedente insediamento punico. A guardia dell&rsquo;antica postazione militare c&rsquo;&egrave; un un gattino tipicamente africano, magro di pelo raso e rossiccio con il muso affilato e le orecchie grandi. Dalla terrazza nel fortino ci chiama un signore in camice e turbante, Mohammed. Lo avevo visto in lontananza e pensavo fosse in attesa di turisti invece abita proprio qui, sul pavimento inferiore ci sono delle grandi cisterne piene d&rsquo;acqua e intorno nelle spesse mura alcune stanze.&nbsp; <br />Mohammed mi dice che quando c&rsquo;&egrave; vento da nord vede la televisione Italiana e mi fa una lezione di politica italiana da Craxi a Berlusconi. Ritorniamo a Sidi Frej passando lungo la costa fra reperti archeologici vari e ville moderne costruite praticamente nel mare. Qui ci sono tante case di vacanza soprattutto di ricchi abitanti di Sfax, moto d&lsquo;acqua parcheggiate sulla riva e un fornello per arrostire gamberi con tavolo apparecchiato in mare e secchio col vino gelato in perfetto stile &ldquo;american arabic&rdquo;. Arriviamo alla spiaggia del grand hotel che &egrave; interdetta, infatti arriva un buttafuori nerovestito che ci accompagna all&rsquo;uscita, attraversiamo il recinto dorato dove sono rinchiusi turisti europei e tunisini che ascoltano le solite musiche e poi attraversato il palmeto illuminato dalle stelle torniamo alla nostra laguna.&nbsp;&nbsp; <br />&nbsp;</td>
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		<title>Gioved?¨ 24  luglio 2008 Isole Kerkennah Äì Tunisia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 19:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Internet, da Campo a Ramla Facciamo l&#8217;autostop, si ferma un gippone con un tunisino e una francese, ci chiedono se siamo noi gli italiani che vanno in giro a piedi e come mai siamo venuti a Kerkennah. Lui dice che se non fosse stato per la moglie qui non ci sarebbe mai venuto perch&#233; non [&#8230;]]]></description>
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<td valign="top"><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/24 luglio.jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></td>
<td valign="top"><strong>Internet, da Campo a Ramla</strong> <br />Facciamo l&rsquo;autostop, si ferma un gippone con un tunisino e una francese, ci chiedono se siamo noi gli italiani che vanno in giro a piedi e come mai siamo venuti a Kerkennah. Lui dice che se non fosse stato per la moglie qui non ci sarebbe mai venuto perch&eacute; non c&rsquo;&egrave; niente. Scendiamo a Ramla per andare a internet. Ramla &egrave; un paesone indolente, anche perch&eacute; con questo caldo sarebbe impossibile diversamente, con i bar pieni di uomini a fumare la shisha (narghil&eacute;), si gironzola un po&rsquo; a vuoto e poi si trova un internet, il proprietario dopo un&rsquo;oretta va via per la preghiera e ci lascia tranquillamente da soli nel negozio, proprio come a Campo nei giorni scorsi dove tutte le volte prima di avvicinarmi al computer dovevo consegnare i documenti e poi, fra aperture e chiusure non c&rsquo;era mai verso di combina&rsquo; niente.</td>
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		<title>Mercoled?¨ 23 luglio 2008 Isole Kerkennah Äì Tunisia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 19:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fathi e &#8220;il folklore&#8221; eleganti feluche &#160; Omaggio al mareCamminando fra le barche in secca faccio amicizia con Fathi un pescatore che parla un po&#8217; di italiano perch&#233; &#232; stato due anni a lavorare a Napoli dove vive il fratello. Mi racconta un po&#8217; della sua esperienza italiana e delle maree di Kerkennah e poi [&#8230;]]]></description>
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<td valign="top">
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/22 luglio (3).jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/23 luglio (1).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/23 luglio (3).jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
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<div class="mosimage"  align="center"><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/23 luglio (5).jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" />
<div class="mosimage_caption" style="text-align: center;" align="center">Fathi e &#8220;il folklore&#8221;</div>
</div>
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<div class="mosimage"  align="center"><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/23 luglio (11).jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" />
<div class="mosimage_caption" style="text-align: center;" align="center">eleganti feluche</div>
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<td valign="top"><strong>Omaggio al mare<br /></strong>Camminando fra le barche in secca faccio amicizia con Fathi un pescatore che parla un po&rsquo; di italiano perch&eacute; &egrave; stato due anni a lavorare a Napoli dove vive il fratello. Mi racconta un po&rsquo; della sua esperienza italiana e delle maree di Kerkennah e poi ci invita ad andare al suo villaggio Ouled Hacen dove nel pomeriggio ci sar&agrave; una festa di mariage (matrimonio) che &egrave; articolata su pi&ugrave; giorni, oggi ci sar&agrave; la festa in mare con le barche. Facciamo un giro nel surreale mare senz&rsquo;acqua&nbsp; della baia di Sidi Frej e poi andiamo sull&rsquo;altro lato dell&rsquo;Isola a Ouled Kacem dove abbiamo appuntamento con Fathi per le cinque e mezzo, quando con il risalire della marea le barche potranno prendere il largo. Arriviamo in ritardo all&rsquo;appuntamento ma giusto in tempo per vedere l&rsquo;arrivo del&nbsp; corteo nuziale con gli sbandieratori e poi prendiamo il largo con le feluche. Fathi ci tiene tanto, ci stava aspettando e ci fa salire sulla barca pi&ugrave; importante, quella che porta &ldquo;il folklore&rdquo; un tamburo e una trombetta. C&rsquo;&egrave; il futuro sposo che &egrave; un po&rsquo; malconcio perch&eacute; come mi spiega Fathi ha fatto un incidente e s&rsquo;&egrave; &ldquo;schasciat a&rsquo;gamb&rdquo; mentre la sposa rester&agrave; in casa fino a domenica giorno della cerimona finale. Tutto il villaggio partecipa alla festa salendo sulle tante imbarcazioni vivacemente imbandierate. Prendiamo il largo, il vento &egrave; teso e le vele latine spingono le barche velocemente, &egrave; una specie di danza con gli scafi che si avvicinano e si allontanano come per sfidarsi fra urla divertite e scherzosi gesti di sfida degli equipaggi. I drappi colorati sono annodati su una cimetta che va dalla testa dell&rsquo;albero alla poppa dove &egrave; legata a una bottiglia di plastica piena d&rsquo;acqua che ogni tanto viene lanciata verso le altre barche o nel vento sventolando mille colori. &Egrave; un&rsquo;esplosione di colori e suoni con il tamburo e la trombetta che non hanno mai tregua.<br />C&rsquo;&egrave; una ritualit&agrave; atavica e pagana in questa cerimonia, un omaggio al mare che qui pi&ugrave; che mai &egrave; il Dio padrone, i ritmi sono sempre pi&ugrave; frenetici e gioiosi mentre sulle barche si svuotano veloci&nbsp; lattine di birra e altri veleni liquidi. Si naviga una ventina di minuti velocemente perch&eacute; queste barche eleganti viaggiano assai rapide, poi le mettono prua al vento e ci si ferma per fare il bagno a largo dove ci sono due tre metri di profondit&agrave; e si possono fare i tuffi e nuotare. In tanti si tuffano uomini donne e bimbi &egrave; una festa di tutti, l&rsquo;acqua in realt&agrave; non &egrave; un granch&eacute;, soprattutto se paragonata a quella Elbana, ma la festa &egrave; bellissima e soprattutto &egrave; vera, ad eccezione di noi e di una donna inglese, &egrave; tutta gente del villaggio. Si rientra in un clima sempre pi&ugrave; eccitato, fra canti tuffi e abbordaggi. La festa prosegue a terra, ci intruppiamo nel corteo che tra strombazzate tamburi e sbandieramenti attraversa il paese fino a raggiungere la casa della sposa, minuscola con gli occhi da bimba e velata di bianco, sembra la Madonna data in sposa a Giuseppe. &Egrave; ormai sera quando lasciamo la festa che durer&agrave; fino alle cinque di mattina e ritorniamo a Sidj Frej.</td>
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		<title>Marted?¨ 22 luglio 2008 Isole Kerkennah Äì Tunisia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 19:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Luglio 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mare senz&#8217;acquaFacciamo il primo bagno tunisino, il mare di Kerkennah non a nulla a che vedere con quello Elbano, &#232; un bassofondo infinito e pantanoso, ricco di alghe, spugne e granchi di sabbia, &#232; un mare caldo e salatissimo lo si sente dal sapore e lo si vede dalla linea di galleggiamento delle feluche [&#8230;]]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/22 luglio (2).jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/22 luglio (4).jpg" width="140" height="210" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0708/22 luglio.jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
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<td valign="top"><strong>Il mare senz&rsquo;acqua</strong><br />Facciamo il primo bagno tunisino, il mare di Kerkennah non a nulla a che vedere con quello Elbano, &egrave; un bassofondo infinito e pantanoso, ricco di alghe, spugne e granchi di sabbia, &egrave; un mare caldo e salatissimo lo si sente dal sapore e lo si vede dalla linea di galleggiamento delle feluche che sembrano volare sull&rsquo;acqua.<br />Il bassofondale fa si che il paesaggio cambi completamente con la marea, quando il mare si ritira la riva diventa un&rsquo;infinita distesa di sabbia e fango e le barche rimangono in secca insieme alle ancore.<br />Nonostante questa zona sia la pi&ugrave; turistica dell&rsquo;Arcipelago &egrave; un posto estremamente tranquillo,<br />i pochi turisti arrivano per lo pi&ugrave; dalla vicina Sfax e passano il tempo fra il mare e i teloni montati sulla spiaggia dove sono sempre accesi i bracieri di latta per cucinare. C&rsquo;&egrave; un&rsquo;atmosfera tipicamente mediterranea, pi&ugrave; che l&rsquo;Elba mi ricorda Ponza ma pi&ugrave; tranquilla, il tramonto &egrave; il momento pi&ugrave; suggestivo con il sole gigante che si immerge nella laguna infuocandola.</td>
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