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	<title>Elba e Umberto &#187; 29 Febbraio 2008: Tabant &#8211; Marocco</title>
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		<title>29 Febbraio 2008: Tabant &#8211; Marocco</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 17:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[29 Febbraio 2008: Tabant - Marocco]]></category>
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<td align="justify">Ancora una giornata bellissima, il cielo &egrave; azzurro intenso senza nemmeno una nuvola. La valle di Tabant &egrave; molto bella incastonata fra alte montagne dalle vette innevate, ha una grande pianura tutta coltivata e alterna specchi di terreno verdi ad altri arati, al centro scorre un torrente e tutto intorno canali d&rsquo;irrigazione che ora sono particolarmente ricchi d&rsquo;acqua perch&eacute; la neve delle montagne si sta sciogliendo. All&rsquo;ingresso della valle c&rsquo;&egrave; una collina che assomiglia a un cono rovesciato, sulla sommit&agrave; un monumentale granaio fortificato che &egrave; un po&rsquo; il simbolo di questa zona, &egrave; unico perch&eacute; di forma circolare, era una struttura comunitaria dove si accumulavano i raccolti per difenderli in caso di assalto. Decidiamo di salire, per arrivare bisogna attraversare vari corsi d&rsquo;acqua sopra dei ponticelli di tronchi. Salendo la fortezza somiglia tantissimo al Volterraio e anche le rocce lo ricordano. In vetta il panorama &egrave; veramente superbo, si vede la strada che abbiamo fatto ieri e la valle che dovremmo percorrere nei prossimi giorni. Il Volterraio marocchino &egrave; fatto di terra e nonostante la forma circolare l&rsquo;abbia reso pi&ugrave; resistente al vento rispetto alle tradizionali strutture a base quadrata, non raggiunge i due secoli di storia. Seduto di fianco alla porta del granaio c&rsquo;&egrave; un anziano signore, recita qualcosa scorrendo tra le mani una specie di rosario di legno, &egrave; piccolo piccolo ha la barba bianca ed &egrave; vestito di blu. Mi fa festa e mi vuole toccare, mi rendo conto che &egrave; praticamente cieco, fa per aprire la porta del granaio, ma gli dico di aspettare perch&eacute; non sono solo. Arrivata Serena le fa una gran festa e poi entriamo nel granaio, c&rsquo;&egrave; un giaciglio, forse lui dorme proprio qui, facciamo un giro del granaio e saliamo su una scala scavata in un tronco fino al tetto di terra. &Egrave; un posto eccezionale, la collina non &egrave; altissima rispetto al piano della campagna, che comunque &egrave; superiore ai 1850 metri, saranno quattrocento metri, ma l&rsquo;orizzonte &egrave; veramente molto ampio si ha la sensazione di essere su un faro che controlla il pi&ugrave; importante valico di montagna della zona. Probabilmente in estate &egrave; un luogo visitato quotidianamente da turisti, ma in questo periodo ci siamo solo noi e fa un certo effetto lasciare quest&rsquo;uomo da solo. Scendiamo dall&rsquo;altro lato e andiamo a fare un giro per la campagna, nella zona pi&ugrave; paludosa gli uomini tagliano i giunchi, ci sono tantissime cicogne che fanno i nidi sugli alberi pi&ugrave; grandi e sopra i muri pi&ugrave; alti, sono parte armonica del paesaggio come i contadini, gli asini e le mucche e si muovono tranquillamente fra i coltivi. Torniamo nel paese, mi hanno detto che c&rsquo;&egrave; internet, c&rsquo;&egrave; tanto bel materiale da spedire, in realt&agrave; non c&rsquo;&egrave; un internet point, ma il gestore di una piccola fotocopieria che ha un portatile con la connessione, per&ograve; oggi non va, quindi decido di andarmi a fare i capelli in una microscopica barberia. Il tempo &egrave; stabile, anche il padrone di casa ci dice che durer&agrave;, domani voglio provare a salire fino alla vetta del Igoudamen una montagna di 3520 metri che domina dall&rsquo;alto questa valle.</td>
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