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	<title>Elba e Umberto &#187; 7 febbraio 2008: Sidi Rahhal Äì Agadir Bou Acheiba &#8211; MAROCCO</title>
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		<title>7 febbraio 2008: Sidi Rahhal Äì Agadir Bou  Acheiba &#8211; MAROCCO</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 14:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Febbraio 2008]]></category>
		<category><![CDATA[7 febbraio 2008: Sidi Rahhal Äì Agadir Bou Acheiba - MAROCCO]]></category>
		<category><![CDATA[Diario di viaggio]]></category>

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<p>&nbsp;</p>
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<div align="justify">Colazione&nbsp; spettacolo co&rsquo; le frittellone e il caffelatte poi&nbsp; salutiamo tutti e si parte, Omar mi dice che Paglicce ha&nbsp; un problema alla gamba posteriore sinistra e che a Fes&nbsp; non ci arriver&agrave; mai. Il ciuco parte col ritmo lento&nbsp; della sera prima, ma poco prima di Sidi Rahhal Paglicce&nbsp; drizza le orecchie e parte al galoppo dietro a un&rsquo;asina,&nbsp; l&rsquo;illusione di un ciuco prestante dura solo qualche&nbsp; minuto poi sar&agrave; un costante arrancare. Contornati da&nbsp; grandi risate finalmente attraversiamo il paese del&nbsp; marabutto volante, le montagne innevate lentamente si&nbsp; avvicinano, nei campi il grano ha preso il posto degli&nbsp; olivi, fa molto caldo e l&rsquo;asino si lamenta, ci fermiamo&nbsp; sotto un albero in mezzo a una dolce campagna.</div>
<div align="justify">La strada &egrave; quasi tutta dritta, si attraversano un paio&nbsp; di paesini e ogni tanto si incontrano delle greggi di&nbsp; capre e pecore.</div>
<p>Paglicce &egrave; sempre pi&ugrave; in crisi, ogni volta che&nbsp; incontriamo un asino raglia come un disperato.
<div align="justify">Il panorama &egrave; dominato dai campi di grano verde&nbsp; attraversati di tanto in tanto da piccole strade&nbsp; sterrate dove passano carri con enormi carichi di erba&nbsp; che da lontano sembrano montagne in movimento.</div>
<div align="justify">Arriviamo ad Agadir Bou Acheiba che il sole &egrave; gia&nbsp; tramontato. Lascio l&rsquo;asino esausto a Serena e vado a&nbsp; comprare qualcosa da mangiare, provo a chiedere un po&rsquo;&nbsp; di informazioni , attirato dal movimento mi viene&nbsp; incontro un distinto signore vestito di bianco che parla&nbsp; francese, mi da il benvenuto e mi chiede dove siamo&nbsp; diretti, per poi invitarci a casa sua per la notte,&nbsp; ringraziando per la gentilezza declino l&rsquo;invito e chiedo&nbsp; se posso montare la tenda sotto gli olivi all&rsquo;inizio del&nbsp; paese, la risposta &egrave; affermativa. Ci dirigiamo verso gli&nbsp; olivi, ma Mohamed al Rafia ci raggiunge sulla via e ci&nbsp; invita nuovamente, questa volta dicendo che &egrave; meglio&nbsp; evitare di dormire sotto gli olivi.</div>
<div align="justify">Mi sa che la tenda la monteremo poche volte in questa&nbsp; parte del viaggio.</div>
<div align="justify">Mohamed &egrave; un personaggio illustre ad Agadir tutti lo&nbsp; salutano con rispetto. Arrivati alla casa ci presenta&nbsp; Fatima la moglie, scarichiamo il bagaglio e portiamo&nbsp; Paglicce nella casa del cugino.</div>
<div align="justify">La prima cosa che mi colpisce nella casa &egrave; la libreria&nbsp; piena di testi, sono tutti libri di religione, dice il&nbsp; padrone di casa, mentre ordina alla moglie di prepararci&nbsp; il the, &ldquo;questa moglie parla solo berbero, non conosce&nbsp; una parola di francese&rdquo;, dice con tono di scusa &ldquo;la mia&nbsp; prima moglie, s&igrave; che era una donna! La madre dei miei&nbsp; otto figli, purtroppo &egrave; morta e questa l&rsquo;ho presa per&nbsp; compagnia&rdquo;. Mohamed &egrave; molto incuriosito dal mio viaggio&nbsp; ed &egrave; una persona con cui &egrave; molto piacevole conversare&nbsp; perch&eacute; parla di se con sincerit&agrave; e trasporto. Ci&nbsp; racconta della sua infanzia caratterizzata dalla rigida&nbsp; educazione della moschea, di cui per&ograve; va molto fiero&nbsp; &ldquo;sono rimasto orfano di mamma a tre anni e sono stato&nbsp; portato alla Moschea dove ho iniziato a studiare il&nbsp; Sacro Corano e sono uscito a quattordici alla morte di&nbsp; mio padre. Ho lavorato per la Compagnia nazionale&nbsp; dell&rsquo;energia elettrica, avevo l&rsquo;ufficio a Marrakech, ma&nbsp; ho girato tutto il Marocco e grazie alla mia buona&nbsp; conoscenza del francese sono stato spesso a contatto con&nbsp; gli europei soprattutto quelli che venivano qui per le&nbsp; centrali elettriche&rdquo;. Quando parla del Sacro Corano gli&nbsp; si illuminano gli occhi e afferma felice che &egrave; per&nbsp; volont&agrave; di Allah che questa sera noi siamo suoi ospiti.&nbsp; Biasima il comportamento del negoziante a cui avevo&nbsp; chiesto informazioni per non averci offerto subito&nbsp; ospitalit&agrave;, come deve fare ogni vero mussulmano. Gli&nbsp; chiedo della storia del marabutto volante Sidi Rahhal e&nbsp; lui mi risponde secco che chi ha scritto questa cosa non&nbsp; conosce il Corano, perch&eacute; nessun uomo vola, solo il&nbsp; Profeta l&rsquo;ha fatto una volta e su un cavallo alato.&nbsp; Mentre parliamo suona alla porta un uomo che ci viene&nbsp; presentato come il responsabile di zona del governo&nbsp; venuto a controllare i nostri documenti, Mohamed gli&nbsp; spiega del nostro viaggio e gli parla con toni enfatici&nbsp; del mio interesse per la religione mussulmana, poi mi&nbsp; dice: &ldquo;vedi lui &egrave; un marabutto. I marabutti sono uomini&nbsp; come gli altri, solo che conoscono meglio le scritture&nbsp; perch&eacute; le hanno studiate&rdquo;. Mohamed chiama Fatima a farci&nbsp; compagnia perch&eacute; &egrave; arrivata l&rsquo;ora della preghiera.&nbsp; Fatima &egrave; una donna buona mi ricorda Maria di Peppe,&nbsp; anche lei prega sei volte al giorno, ma sembra che lo&nbsp; faccia per fare contento il marito. La serata prosegue&nbsp; davanti al classico tajine, mi parla di Omar Bin Laden&nbsp; uno dei figli di Bin Laden che sta facendo un viaggio&nbsp; simile al mio, ma a cavallo insieme a una donna inglese,&nbsp; non &egrave; il primo che mi dice questo e poi mi cicchetta&nbsp; perch&eacute; mangio con la mano sinistra. Al Rafia &egrave; un vero&nbsp; mussulmano che rispetta e conosce a memoria il corano e&nbsp; lo riconosce come unica legge, non riconosce nessun&nbsp; valore alla politica dei politici, &rdquo;la retta via destra&nbsp; &egrave; quella che ci ha insegnato il Profeta non conosce n&eacute;&nbsp; dubbi n&eacute; incertezze, al contrario dei politici sono&nbsp; cos&igrave;&hellip; e mima una linea contorta ondeggiando mano e&nbsp; braccio a destra e a sinistra.</div>
<div align="justify">Gli chiedo chi &egrave; Ges&ugrave; per il mondo mussulmano e&nbsp; finalmente ricevo una risposta esaustiva. Questo Mohamed&nbsp; &egrave; un personaggio che mi affascina, &egrave; brillante e&nbsp; coerente, la consequenzialit&agrave; fra pensiero, parole e&nbsp; azioni per me &egrave; l&rsquo;unica unit&agrave; di misura dello spessore&nbsp; delle persone. Ogni tanto affiora un po&rsquo; di malinconia&nbsp; per i familiari lontani, soffre per la mancanza di&nbsp; internet che non gli permette di comunicare&nbsp; frequentemente con gli otto figli sparsi per il mondo.&nbsp; Il rintocco delle undici del grande orologio di sala&nbsp; dice che &egrave; arrivata l&rsquo;ora di andare a dormire anche&nbsp; perch&eacute; la prima preghiera &egrave; alle quattro del mattino e&nbsp; la seconda alle sei.</div>
</td>
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