<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Elba e Umberto &#187; Gioved?¨ 20 Marzo 2008 Anargui</title>
	<atom:link href="https://www.elbaeumberto.com/tag/gioved%c2%a8-20-marzo-2008-anargui/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.elbaeumberto.com</link>
	<description>due passi per il mondo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Jun 2015 17:33:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Gioved?¨ 20 Marzo 2008 Anargui</title>
		<link>https://www.elbaeumberto.com/giovedu-20-marzo-2008-anargui/</link>
		<comments>https://www.elbaeumberto.com/giovedu-20-marzo-2008-anargui/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 16:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Marzo 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Diario di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Gioved?¨ 20 Marzo 2008 Anargui]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.elbaeumberto.com/?p=141</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Piove, siamo alloggiati su un piccola collina proprio sopra il souk dove la gente ha acceso tanti piccoli fal&#242; per scaldarsi. Sembra quasi deserto, ma comunque ci sono parcheggiati un centinaio di animali fra asini e muli. C&#8217;&#232; una zona con tante persone, &#232; quella dove si contratta la vendita di pecore e capre. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0308/20 mar 001.jpg" width="140" height="105" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0308/20 mar 002.jpg" width="140" height="105" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0308/20 mar 003.jpg" width="140" height="187" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0308/20 mar 004.jpg" width="140" height="105" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0308/20 mar 005.jpg" width="140" height="105" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0308/20 mar 006.jpg" width="140" height="187" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0308/20 mar 007.jpg" width="140" height="105" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0308/20 mar 008.jpg" width="140" height="105" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0308/20 mar 009.jpg" width="140" height="93" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p><img src="http://localhost:8888/elbaeumberto_2015/Joomla_1015/images/stories/diario0308/20 mar 010.jpg" width="140" height="105" hspace="6" alt="Image" title="Image" border="0" /></p>
<p>&nbsp;</p>
</td>
<td valign="top">
<div align="justify">Piove, siamo alloggiati su un piccola collina proprio sopra il souk dove la gente ha acceso tanti piccoli fal&ograve; per scaldarsi. Sembra quasi deserto, ma comunque ci sono parcheggiati un centinaio di animali fra asini e muli. C&rsquo;&egrave; una zona con tante persone, &egrave; quella dove si contratta la vendita di pecore e capre. Facciamo colazione e poi insieme a Hammon che oggi ha indosso uno Jalabbar in perfetto stile souk scendiamo al mercato. Nonostante piova le persone stanno tranquillamente sotto l&rsquo;acqua senza impermeabile, nella zona del mercato delle capre ci sono i pastori con i loro piccolissimi greggi fra le braccia che attendono i compratori, sembra tutto fermo ma in realt&agrave; &egrave; una continua trattativa e ogni tanto si vede andar via qualcuno con la capra. Appena pi&ugrave; in basso sotto una grande tettoia, unica struttura sopravvissuta ai detriti di un&rsquo;alluvione, c&rsquo;&egrave; il macello dove con cura certosina vengono macellati capre e montoni, &egrave; un souk lento e sereno nessuno si agita per il disagio della pioggia e del vento che ogni tanto fa volare gli approssimativi teloni di plastica e di stoffa che proteggono i banchini e le merci. Entriamo nel forno anche per scaldarci un po&rsquo;, c&rsquo;&egrave; una grande pila di pani crudi divisi con cenci che vengono passati da una donna su una pala al fornaio che li buca con una forchetta e poi li mette nel forno, ne cuoce una quindicina contemporaneamente. Il forno &egrave; aperto solo il giorno del souk o in caso di ricorrenze, perch&eacute; qui il pane se lo fanno tutti in casa. La cosa che mi colpisce di pi&ugrave; &egrave; il gran numero di persone con la pelle scura, sembra di essere nel cuore dell&rsquo;Africa. Le donne sono molto pi&ugrave; numerose rispetto agli altri souk visti, sono vestite con colori sgargianti e sono molto pi&ugrave; intraprendenti, si vedono anche coppie di uomini e donne. Nell&rsquo;attesa che ci portino a visionare i muli, facciamo la spesa per i prossimi giorni, poi aspettiamo con Hammon sorseggiando un the in uno dei piccoli bar del souk. Hammon &egrave; un personaggio a Anergui, lo conoscono tutti e si vede che &egrave; &ldquo;un&rsquo;autorit&agrave;&rdquo; anche perch&eacute; &egrave; uno dei responsabili di un&rsquo;associazione che ha raccolto dei fondi con cui ha fatto opere di bene per la comunit&agrave; comprando l&rsquo;unico trattore della valle e costruendo un piccolo ponte. Nell&rsquo;attesa assistiamo anche all&rsquo;estrazione di un dente alla berbera: il tutto dura una trentina di secondi, il paziente si siede su un sasso e il dentista da dietro con una mano gli tiene la testa e con l&rsquo;altra estrae il dente con una pinza sicuramente multiuso. Mentre siamo nella bottega di un fabbro finalmente arrivano i muli, seguendo il consiglio del nostro amico scegliamo quello pi&ugrave; giovane, &egrave; un bel mulo, ha due anni, l&rsquo;occhio un po&rsquo; schizzato e il carattere ribelle e da oggi si chiama Tambone. Anche questo sembra un percorso dalla piana delle Paglicce, alla coste di Segagnana fino alla vetta del Tambone. Lo portiamo a ferrare, &egrave; la prima volta che viene ferrato alle zampe posteriori e non gradisce, infatti l&rsquo;operazione risulta molto lunga e soprattutto a rischio calcio. Con le scarpe nuove gli monto in sella per portarlo a casa e dopo un paio di figure da bischero (mi arrampico su una teppa e poi prendo la via sbagliata), imbocco la via di casa e vado a parcheggiare Tambone accanto a Segagnana.</div>
<div align="justify">Dopo pranzo scendiamo nuovamente al souk con tutta la famiglia, c&rsquo;&egrave; un venditore di mobili (tre) che &egrave; un po&rsquo; l&rsquo;Ikea di Anergui, che attira l&rsquo;attenzione di Zora. Acquisto l&rsquo;orzo e altra paglia, poi l&rsquo;appuntamento con il custode del marabutto. Andiamo a vedere la struttura ricca di simboli dipinti di cui ignoro il significato. Grazie a Hammon la spesa ci viene portata a casa e noi andiamo con Hammed a fare un giro nei duuar bassi. Attraversiamo il torrente e andiamo a vedere due duuar caratterizzati da grandi granai collettivi. Ritorniamo dalla montagna, il viottolino si snoda fra grandi coti di granito scure e rocce verdi, siamo contro corrente rispetto al flusso delle persone che rientrano dal souk a piedi e con i muli, ci salutano tutti &egrave; da stamani che vediamo le stesse facce. Il sentiero attraversa terre grigio-verde e poi rosse per poi precipitare verso Anergui. Un ultimo saluto a Segagnana prima che la venga a prendere il suo nuovo padrone, nei prossimi mesi far&agrave; sicuramente una vita pi&ugrave; sedentaria e la cosa credo la aggradi .</div>
<div align="justify">Passiamo la serata con la famiglia Chrifi, Hammon ci spiega che nella valle ci sono tante persone con i tratti somatici dell&rsquo;Africa nera perch&eacute; in passato i berberi della valle scendevano fino al Ciad ed al Mali per razziare schiavi che poi venivano fatti lavorare nei campi, poi con il tempo hanno acquistato la libert&agrave; e sono rimasti qui come abitanti. Ci racconta che lui &egrave;&nbsp; il discendente del famoso Marabutto di cui oggi abbiamo visitato il santuario e che il su babbo&nbsp; (il marabutto in carica) &egrave; un guaritore, mi dice anche che il marabutto di Zawyat Ahansal era uno dei figli del marabutto &ldquo;originario&rdquo; di Anergui e mi conferma che qui la gente &egrave; ancora molto legata ai propri santi e l&rsquo;anniversario del &ldquo;Santo&rdquo; &egrave; la festa pi&ugrave; importante del villaggio. Mi dice che domani il tempo sar&agrave; brutto e che non &egrave; il caso di salire verso la montagna innevata, mentre la via nella gola &egrave; chiusa perch&egrave; il fiume ha straripato.</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.elbaeumberto.com/giovedu-20-marzo-2008-anargui/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
