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	<title>Elba e Umberto &#187; Venerd?¨ 04/01/2008 &#8211; IZNEGANE &#8211; TAN TAN &#8211; TARFAYA</title>
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	<description>due passi per il mondo</description>
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		<title>Venerd?¨ 04/01/2008 &#8211; IZNEGANE &#8211; TAN TAN &#8211; TARFAYA</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 17:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gennaio 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Diario di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Venerd?¨ 04/01/2008 - IZNEGANE - TAN TAN - TARFAYA]]></category>

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<td><img src="images/stories/diario0108/080104%20-%20inznegane.jpg" alt="inznegane" title="inznegane" hspace="6" width="150" height="100" /></td>
<td>
<div align="justify">Dopo una notte di pioggia, albeggia nei pressi di Auorir, fra l&rsquo;oceano e un ambiente che si fa sempre pi&ugrave; desertico, con la luce si popola il paesaggio. Attraversiamo la periferie di Agadir incontrando centinaia di bimbi che vanno a scuola a piedi. Dopo Agadir sosta a Iznegane. Durante la notte sembra di aver viaggiato cosi tanto da avere raggiunto un altro mondo.</div>
<div align="justify"> Iznegane &egrave; il primo paese che sa di Africa, perlomeno dell&rsquo;Africa del mio immaginario, grandi piazzali polverosi dove si trova di tutto dai venditori di asini a quelli di profumi questo paese &egrave; un importante crocevia di comunicazione da qui si cambia e si parte per Marrakech, per Laayoune, per Casablanca e per tutte le destinazioni.</div>
<div align="justify"> Ci sono soprattutto i gran taxi scangherate, mercedes berlina anni 70 colorate di bianco e &ldquo;celeste Ponzese&rdquo; che portano fino a 6 persone e se riesci a fare un equipaggio completo sono veramente</div>
<p> economici. Poi ci sono le Land Rover, anche queste mediamente vecchie e scassate che vanno verso il deserto o la catena dell&rsquo;Atlante, i bus di tipo europeo quelli turistici, e quelli marocchini i pi&ugrave; pittoreschi.
<div align="justify"> &Egrave; un mondo di odori forti e contrastanti fiori, spezie, merda, haschish, menta, sudore, carne di montone, si sovrappongono continuamente, i bus non sembrano esserci, chiedo un collegamento con Tarfaya, spostamento in piazzale laterale e bus vecchio ma perfetto.</div>
<p> 9.30 si parte, nella bauliera, casse di pomodori, balle di erba, patate e bagagli.
<div align="justify"> La vendita dei biglietti &egrave; uno spettacolo, credo che nessuno dei passeggeri abbia pagato lo stesso prezzo, ogni tagliando &egrave; una trattativa. Con il pulman gi&agrave; in movimento i vari bigliettai si dividono i compensi sembra sempre che sia sul punto di scoppiare una rissa ma poi torna tutto tranquillo.</div>
<div align="justify"> Nella corriera c&rsquo;&egrave; gran variet&agrave; di abbigliamento, turbanti e tuniche multicolori, ciabatte, anfibi, babbucce; fra le donne nessuna &egrave; vestita all&rsquo;occidentale, ma solo poche hanno il volto coperto. Si procede a grande velocit&agrave;, nei pressi di Tinznit sosta pausa pranzo c&rsquo;&egrave; un macello, con carne di capra, mucca, agnello e montone, un arrostitore, un venditore di pane, salumi inscatolati e bibite e un bar.</div>
<div align="justify"> C&rsquo;&egrave; un rituale ben preciso: tutti in fila a lavarsi le mani, poi dal macellaio a farsi tagliare la carne in piccoli pezzetti, si passa a prendere il pane e poi si porta la carne ad arrostire e si mangia il tutto seduti. Qualcuno preferisce il panino alla marocchina, un pane morbido che viene aperto tipo marsupio e riempito di pesce carne e salse varie. The o caff&egrave; e si riparte.</div>
<div align="justify"> Il paesaggio &egrave; ormai desertico ma la pioggia lo far&agrave; fiorire.</div>
<div align="justify"> Arriviamo a Tan Tan per un&rsquo;altra grande sosta le mercedes bianco celesti stanno lasciando il posto a vecchie Land Rover e i carretti trainati dagli asini sono sempre pi&ugrave; numerosi. Si scaricano quasi tutti i pomodori e le balle di erba. Il paesaggio diventa sempre pi&ugrave; affascinante, con le onde dell&rsquo;oceano che incontrano il deserto e le incredibili case baracca dei pescatori. &Egrave; notte quando arriviamo a Tarfaya, tira vento e fa freddo, &egrave; tutto molto tranquillo, un bimbo ci accompagna ad un piccolo hotel, non c&rsquo;&egrave; posto, ma ci offrono una vera casa marocchina con turcae secchio sciacquone, camera con letto basso e sala con tappeti, tanti cuscini e materassi, piastrelle multicolori, pareti verdi, soffitto bianco.</div>
<div align="justify"> La giornata finisce davanti ad un tajine di pollo, il mare &egrave; agitato e non c&rsquo;&egrave; pesce.</div>
</td>
</tr>
</tbody>
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